5 PUNTI PER LA SANITA’ PIEMONTESE
26/02/2010
Profilo elevato per il convegno di ieri sera 25 febbraio, “Dialoghi e proposte sui servizi sanitari” che si è tenuto presso l’aula Magna delle Molinette di Torino.
Gli interventi della serata hanno dimostrato, ancora una volta, la qualità e l’eccellenza del panorama medico e paramedico piemontese, in antitesi con il logorante quinquennio di malagestione Bresso.
La Giunta Bresso ha, di fatto, distrutto la sanità piemontese creando un disavanzo di oltre 1.600 milioni di euro. La spesa complessiva per la gestione, rispetto al 2004, è aumentata del 25 % a causa di un accorpamento delle ASL irrazionale che ha moltiplicato i costi per il personale, i beni e i servizi anziché diminuirli.
In compenso, sono diminuiti il numero dei posti letto (-7%) e la spesa per i servizi sanitari rivolti a soggetti non autosufficienti (-7,3%) mentre si sono allungati i tempi di attesa ( oltre 7 mesi per una visita cardiologia all’Ospedale Molinette, 9 mesi per un’ecografia pediatrica al Regina Margherita, 6 mesi per una visita oculistica all’Oftlamico…).
La sanità piemontese, per tornare ad essere efficiente, ha bisogno di provvedimenti urgenti e strategici:
1) Riorganizzare la Medicina del Territorio in Distretti operativi in cui le figure professionali del settore siano in grado di assicurare continuità assistenziale “territorio – ospedale – territorio”, favorendo lo sviluppo delle strutture poliambulatoriali in cui siano presenti Medici Specialisti Convenzionati e talora Ospedalieri e Professionisti non medici, erogando direttamente le prestazioni di “assistenza primaria”, perfezionando il servizio di prenotazione attraverso il potenziamento dell’informatizzazione, attuando progetti specifici di prevenzione, organizzando la rete ospedaliera attraverso presidi di diverso livello di complessità clinico – assistenziale che garantiscano l’aggregazione di specialità affini e/o complementari;
2) Semplificare le procedure di accesso ai servizi e alla prestazioni per soggetti non sufficienti, incrementando l’offerta di prestazioni sanitarie domiciliari e residenziali e garantendo anche un sostegno economico anche attraverso l’introduzione di un Fondo Unico per le non autosufficienze e di un Buono a favore delle famiglie che si fanno carico dell’assistenza di anziani e disabili;
3) Realizzare a Torino, in zona scelta in accordo con l’Università e servita adeguatamente dalle infrastrutture, la Città della Salute, quale polo di formazione dei Medici di alta specializzazione e come centro di ricerca ed eccellenza attuando modelli innovativi di organizzazione di servizi, tecnologia medica impiegata, gestione economica – amministrativa, informazione e rapporto con il paziente;
4) Rivedere i requisiti di accreditamento istituzionale delle ASL applicando criteri uguali per tutte le strutture, siano esse gestite da enti pubblici o privati, orientati alla qualità delle prestazioni e dei servizi erogati, finalizzati ad aumentare il livello di specializzazione dei presidi direttamente gestiti, degli Ospedali privati, degli IRCCS e delle altre istituzioni sanitarie pubbliche;
5) Ripartire le risorse disponibili per il finanziamento delle Aziende Sanitarie regionali con riferimento ai livelli di assistenza sanitaria prevedendo la possibilità di trasferire risorse dai settore non produttivi della qualità delle prestazioni attesa verso quelli più efficienti.
Con questi cinque punti intendiamo risollevare la sanità piemontese affinché sia un volano per lo sviluppo economico del territorio e si garantisca adeguatamente ai cittadini il diritto alla salute.
|
ULTIMI APPUNTAMENTI:
|